Premio alle migliori invenzioni al femminile
Un dispositivo che emula il corpo umano e che coltiva tessuti tumorali 3D sui quali sperimentare farmaci. E’ l’invenzione che si è aggiudicata il premio ITWIIN (ITalian Women Innovators and Inventors Network) 2019 che si è svolto a Napoli presso l’Unione Industriali. A presentare il brevetto la dottoressa Silvia Scaglione di Genova, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Chief Scientist e fondatrice della start up React4Life.Dieci i progetti innovativi esaminati dalla Giuria e presentati dalle finaliste dell’undicesima edizione della manifestazione che nel 2020 farà tappa a Milano. Nel corso della prima giornata sono state presentate le opere in gara dall’alto valore sociale e tecnologico: Sara Santori di Fermo, che ha presentato una piastra con spilli per la lavorazione della pelle, si è aggiudicata il premio come migliore innovatrice. A Laura Russo di Milano invece il premio Alta Formazione per l’attività di ricerca rivolta allo sviluppo di materiali biostampabili. Arriva da Ravenna invece Maria Silvia Pazzi (premio capacity building) che ha presentato una linea di prodotti e accessori moda realizzati attraverso la rigenerazione di materiali post-consumo. Alessia Guarnaccia di Napoli (riconoscimento come donna eccezionalmente creativa) ha presentato un sistema per la trasformazione di scarti e rifiuti in pannelli sandwich che diventano sistemi prefabbricati per il risparmio energetico. Menzione per il progetto sostenibile per la napoletana Clementina Sansone che ha presentato un metodo innovativo per l’incremento della produzione sostenibile della molecola astaxantina nelle uova di riccio di mare. La biologa Renata Denaro da Roma (menzione per l’impegno nella ricerca) ha sviluppato un’attrezzatura capace di recuperare sedimenti marini contaminati dal petrolio. Sempre da Roma arriva il medico chirurgo Roberta Barbaro (menzione per il prodotto ecosostenibile) che ha realizzato delle creme per il benessere energetico utilizzando acqua informatizzata con cristalli e pietre preziose. Un altro medico chirurgo, Eleonora Schellino di Torino, ha messo a punto una vasca “idrodinamica” per il benessere e l’antiage aggiudicandosi la menzione per la tecnologia del benessere. Infine per Dalila Petta di Como la menzione come giovane ricercatrice per aver presentato un innovativo metodo di funzionalizzazione chimica di derivati di acido ialuronico applicabili alla medicina rigenerativa e biostampa 3D.Il dispositivo che ha vinto il primo premio è un innovativo sistema di coltura cellulare multicamera in grado di emulare porzioni del corpo umano. “Grazie a questa tecnologia è possibile ridurre la sperimentazione animale e i costi di test in ambito ricerca e sviluppo – spiega la ricercatrice – migliorare l’efficacia dei test farmaceutici, avanzare la conoscenza nel settore dell’oncologia permettendo di studiare per esempio i meccanismi de azione delle immunoterapie e l’insorgenza delle metastasi”.
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